La Sinistra del Capitale e dell’Alta Finanza

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La Sinistra del Capitale e dell’Alta Finanza.
Liberalismo culturale, mercato globalizzato, società liquida

di Charles Robin

Charles Robin mostra la fondamentale unità del liberalismo, oggi dominante. Al di là delle distinzioni tra liberalismo economico e liberalismo libertario, c’è una comune ascendenza, prima culturale e poi economicista, con l’Illuminismo.
In questo contesto, lungi dall’essere l’effetto di un tradimento, la valorizzazione del liberalismo da parte della sinistra post-comunista, anche di quella più estrema, e la sua spettacolare sottomissione alle esigenze del Capitale e dell’Alta Finanza risultano, al contrario, da una profonda logica inscritta nella sua storia ed evidenziata dall’autore con un approccio filosofico rigoroso.
Solo tenendo conto di questi due volti del liberalismo si può cogliere il ruolo essenziale svolto dalla sinistra nel processo di dominio capitalista e mercantile. Il liberalismo è un fatto sociale totale, non riducibile alla sola sfera economica o societaria, e la risposta deve, di conseguenza, porsi alla sua stessa altezza. È la centralità del Mercato e dell’Interesse che si deve fronteggiare.
L’Alta Finanza è il superamento del capitalismo, poi anche una dittatura dei banchieri che costituisce una sorta di direzione strategica, non solo della politica, ma della trasformazione antropologica delle masse in moltitudini informi e prive di qualsiasi legame territoriale, storico e di memoria collettiva.
Nel rapporto con i poteri forti, economici e finanziari, la sinistra assume una posizione sempre più servile. Sono mosche cocchiere di una megamacchina che stritola l’individuo nella mercificazione globale e che produce ansia di ricchezza, egoismo, utilitarismo, alienazione, nichilismo, aumento delle disuguaglianze sociali e dell’insicurezza personale. La disgregazione è un continuo e lento annegare negli abissi della società liquida.
Per costruire una vera alternativa, bisogna uscire dal campo liberale e dal vicolo cieco dell’economia. Secondo Charles Robin occorre creare gli spazi per una geopolitica del dissenso e della ribellione.

Charles Robin insegna Filosofia all’Università Paul Valéry di Montpellier. È fondatore e presidente dell’associazione CRITICS (Centro di ricerche interdisciplinari per la trasmissione delle idee critiche nelle scienze sociali). Lavora attualmente alla creazione di una scuola popolare autonoma a Béziers.

 

«Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto
che il dispotismo potrà avere nel mondo,
vedo una folla innumerevole di uomini eguali,
intenti solo a procurarsi piaceri piccoli
e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri.
Ognuno di essi, tenendosi da parte,
è quasi estraneo al destino di tutti gli altri»,
cioè vive individualisticamente,
alla mera ricerca del proprio interesse
e indifferente al bene comune.
«Al di sopra di essi si eleva un potere immenso»

Alexis de Tocqueville
(La democrazia in America, 1840)

 

Numero di Pagine: 192

ISBN: 978-88-98000-12-8