La riscossa populista

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La sconfitta dei banchieri, la grande paura degli euroburocrati, il risveglio identitario

di Emidio Novi

Il Mondialismo è il genocidio dei popoli. È una forma di assassinio progressivo, inavvertito, a volte persino seducente. Non si manifesta come potere coercitivo e oppressivo. Piuttosto rappresenta un soft power, potere sottile, convincente, che imprigiona le anime e non i corpi. Lentamente decostruisce la società, la trasforma, la espropria, le fa rinnegare e abbandonare i valori tradizionali, dalla religione al diritto, dal comune sentire alla lingua parlata.

In un certo senso è la negazione dei giacimenti antropologici della storia dell’uomo occidentale, da sostituire con l’universalismo, l’egualitarismo omologante, il multiculturalismo. I popoli diventano dei transgender in cui nulla è codificato e definitivo. Il fine ultimo è una società liquida, nella quale tutto è provvisorio, atomizzato, fluido e quindi incapace di opporre grumi di resistenza.

Si vive in una perenne condizione onirica indotta dal consumismo reale e virtuale tipico della digitalità: davanti a un video mi godo la mia vacanza, la mia sessualità, la mia trasgressione. La mondializzazione distrugge culture, differenze, identità di popolo.

Ma alla fine, da questa umanità di uomini dimezzati si manifesta l’autorganizzazione degli esclusi. Di quelli che hanno capito, e vivono appartati, silenziosi, impegnati a costruire le reti di una reazione fredda, aggressiva, forte del legame comunitario che la rende possibile, che si autorganizza e come un fiume carsico all’improvviso fuoriesce impetuosa e inarrestabile dalle viscere dei popoli.

Credevano di essersi liberati per sempre del senso di appartenenza identitario e nazionale. Di aver intontito e domato il popolo. E invece eccoli risorgere ovunque, il nazionalismo e il populismo.

Emidio Novi, giornalista, deputato, senatore, è stato presidente della Commissione Territorio e Ambiente. Per i tipi di Controcorrente ha già pubblicato “La dittatura dei banchieri. L’economia usuraia, l’eclissi della democrazia, la ribellione populista” (2012).

«Non sarà impresa da poco uccidere il Leviatano,
il potere mostruoso della finanza internazionale.
Ha subito sconfitte durissime, dal Giappone all’Ungheria,
dall’India alla Russia, per poi essere travolto
negli Stati Uniti. Ma proprio per questo sarà più difficile
coglierlo di sorpresa. Se i popoli vogliono salvarsi
dovranno essere feroci verso la turbofinanza come questa
lo è stata con loro. Se accetteranno mediazioni e accordi
avranno soltanto contribuito a salvare i loro aguzzini.
Il populismo sarà l’unico, vero nemico del potere.
Preparatevi dunque al funerale dei banchieri che
volevano dominare il mondo. Preparatevi anche
alla ghigliottina della storia per la turbofinanza.
Un giorno verrà reso merito a quei pochi, isolati
e maledetti populisti, che in anni di delirio ultraliberista
e mercatista difendevano le economie nazionali,
le identità dei popoli e la loro sovranità.»

Numero Pagine: 272
ISBN: 9788898000265