Dismisura

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Dismisura.
La marcia infernale del progresso

di Olivier Rey

La maggior parte delle crisi contemporanee (politiche, economiche, ecologiche, culturali) dipendono dal disprezzo ostentato dalla modernità (che oggi ha il volto del liberismo) per la misura e dalla esaltazione della dismisura, della hybris, dell’eccesso. Oggi misuriamo tutto, dai volumi delle transazioni in borsa al tasso di colesterolo, ma quanto più le nostre società si abbandonano a questa frenesia, tanto meno si mostrano capaci di rispettare le giuste proporzioni. Ne consegue un immaginario sempre più incupito. È questo un mondo morente. “Nessuna civiltà, nessuna epoca è stata in grado di sviluppare nell’individuo una simile mole di amarezza. Se occorresse riassumere in una sola parola lo stato mentale del nostro tempo, senza dubbio sceglierei questo: amarezza”.
Tutte le culture si sono sforzate di far maturare gli uomini fissando limiti e facendo del loro riconoscimento una condizione della saggezza. Uno dei grandi sconvolgimenti moderni è di aver rotto con il rispetto del limite, promuovendo l’illimitato, la dismisura. La novità dell’epoca moderna non consiste nei desideri che si agitano nell’uomo, ma nello status che viene loro accordato: non più potenze da addomesticare e rendere feconde, ma energie cui dare un incontrollato sfogo, se non addirittura da incoraggiare e stimolare al massimo. In un mondo preda di una globalizzazione sfrenata e di una confusione babelica, il senso delle proporzioni esige una riduzione di scala.

Olivier Rey è ricercatore al Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica matematico e filosofo. Ha insegnato matematica all’École polytechnique e insegna filosofia all’università Panthéon-Sorbonne. È autore di saggi e romanzi tra i quali Le Testament de Melville (Gallimard 2011) e Après la chute (Pierre-Guillaume de Roux 2014). Dismisura ha ricevuto il Prix Bristol des Lumières.

Numero di Pagine: 256

ISBN: 9788898000180