Shakespeare. Agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica

di / giovedì, 10 marzo 2016 / Pubblicato in Recensioni

di Pierluigi Fiorenza*

Intrighi politici, battaglie epiche, cialtroni matricolati e spie irriconoscibili. Ossia un tourbillon caleidoscopico che solo un ispirato commediografo avrebbe saputo scrivere.
Prove storiche alla mano, peraltro inconfutabili, e con poche ipotesi da verificare, Angelo Acampora ha realizzato una nuova pagina della biografia di William Shakespeare che ha veramente del clamoroso.
Sfidando la critica puritana e i blasonati biografi del drammaturgo di Stratford on Avon, Acampora è giunto a incredibili sorprese già racchiuse nel titolo del suo libro “Shakespeare, agente segreto al servizio di sua maestà britannica. La morte misteriosa” (Controcorrente edizioni).
Con una raffinatissima ironia e attraverso la rilettura di documenti storici, Angelo Acampora ha scoperto la doppia identità di Shakespeare: commediografo per la delizia del suo pubblico e spia per conto della regina Elisabetta I.
Chi meglio di un teatrante, abituato a recitare e quindi a ingannare il pubblico sera dopo sera, poteva dissimulare la propria identità senza destare sospetti?
D’altra parte la sovrana, considerati i pessimi rapporti con papa Pio V e il re di Spagna Filippo II, aveva bisogno di uomini che sapessero infiltrarsi nelle linee nemiche e informarla delle loro mosse anzitempo. Non a caso anche Christopher Marlowe, altro illustre commediografo dell’epoca, era un agente segreto britannico. E presumibilmente spia doveva essere, come si legge nel libro di Acampora, anche Giordano Bruno con lo pseudonimo di Hanry Fagot.
Al di là dell’appassionante vicenda che vede Shakespeare come un agente segreto alla corte di sua maestà britannica, quindi quasi come un James Bond ante litteram, il libro racconta una serie di avvenimenti, spesso taciuti dagli stessi manuali di storia.
Ad esempio l’autore si sofferma sull’utilità del compasso per la balistica militare, sull’importanza dei cannoni di nuova generazione nel conflitto tra inglesi e spagnoli, sui teatri che potevano essere considerati come una vera e propria zona franca dove poteva avvenire di tutto, e ancora sull’alimentazione di Shakespeare e dei suoi contemporanei.
Per non parlare poi dell’affascinante ipotesi di un tour italiano dell’autore di Otello, avvenuto seguendo la pista dell’acqua da Verona a Milano.
Insomma un libro di storia, teatro e mistero scritto come un romanzo appassionante che coinvolgerà il lettore pagina dopo pagina.

*Docente di materie letterarie, giornalista

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