Pensiero ribelle 1

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Interviste, testimonianze, spiegazioni al di là della Destra e della Sinistra

di Alain de Benoist

primo volume

La modernità ha sostituito delle costrizioni visibili, individuabili, con alienazioni astratte e coercizioni strutturali. Pretendeva di rendere l’uomo meno dipendente, ma lo ha isolato, reso più vulnerabile, più estraneo che mai ai suoi simili. Convinta delle virtù pacificatrici dell’uguaglianza e del commercio, ha gettato l’uomo in una corsa mimetica infinita. Alle disuguaglianze legate alla nascita, ha sostituito l’oligarchia del denaro. Ha provocato la distruzione dell’ambiente, l’omogeneizzazione attraverso l’economia e la tecnoscienza, la folclorizzazione dei popoli, la generalizzazione della solitudine e dell’anonimato.
In questo suo libro, Alain de Benoist dimostra come l’Occidente sia oggi portatore – in opposizione all’Europa – di un modello di società che corrisponde al nichilismo. Un modello in cui le tradizioni si trasformano in folklore per i turisti, il legame sociale si disfa, i comportamenti divengono utilitaristici e interessati, la lingua, le immagini e le musiche americane impregnano le menti, la passione del denaro sommerge ogni cosa.
Nel mondo postmoderno, il cambiamento avviene per implosione. La vita comincia a cambiare quando un sufficiente numero di cittadini si distoglie dal gioco istituzionale perché ritiene che la vera vita sia altrove. Oggi non abbiamo bisogno di rivoluzionari – figure emblematiche della modernità – ma di ribelli.

ALAIN DE BENOIST, scrittore e saggista, dirige le riviste Krisis e Nouvelle école. Ha pubblicato una quarantina di volumi; nel 1978 ha vinto il premio per la saggistica dell’Académie française. Per i tipi di Controcorrente ha pubblicato Nazismo e comunismo, Dialoghi sul presente, in collaborazione con Giuseppe Giaccio e Costanzo Preve, e Tradizioni d’Europa.

“Un intellettuale deve contribuire
alla comprensione critica del proprio tempo,
dire ciò che pensa senza cedere alle mode,
né piegarsi davanti ai potenti.
Deve andare al di là dei pregiudizi e delle mode,
restare indifferente al proprio interesse
e non cercare mai una rispettabilità che sarebbe
solo il risultato dei suoi compromessi.
Attualmente, viviamo in una sorta di interregno.
Vediamo crollare un mondo cui eravamo
abituati e al quale eravamo legati.
Del mondo futuro distinguiamo solo i preludi,
ed è grande la tentazione di valutarli
con gli strumenti orientativi di cui
ci servivamo nel vecchio mondo.
Tutto sembra allora negativo, sconcertante:
non ritroviamo più i nostri riferimenti.
Ma ce ne saranno altri e bisogna essere
sufficientemente attenti per vederli apparire”.

pagine 422
rilegato con sovracoperta
ISBN 978-88-89015-65-0