Napoli Spagnola 6

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NAPOLI SPAGNOLA 6
Sommario e indice dei nomi

(Con scritti di Miguel Ayuso, Maurizio Di Giovine, Gianandrea de Antonellis e Giovanni Turco)

di Francisco Elías de Tejada

La traduzione della monumentale opera di Francisco Elías de Tejada, Nápoles hispánico, pubblicata dalla nostra casa editrice, si arricchisce di un ulteriore volume che, raccogliendo il sommario e gli indici completi dei precedenti cinque volumi, consente una migliore consultazione.
Al lavoro sono stati aggiunti quattro saggi che permettono di comprendere l’importanza della riscoperta sia della storia e del valore del periodo semplicisticamente (e spregiativamente) definito “spagnolo” o “vicereale” (ma che sarebbe più corretto definire “ispanico” o addirittura “imperiale”), sia del pensiero di Francisco Elías de Tejada, di cui è appena trascorso il centenario della nascita.
Per secoli quello “spagnolo” è stato descritto come un periodo di sudditanza allo straniero e di decadenza economica e culturale: dati alla mano, con ricerche nelle biblioteche napoletane, lo studioso spagnolo dimostrò che fu invece un momento di grandissimo fervore intellettuale, in cui Napoli era la principale città dell’Impero (non solo per numero di abitanti, ma per storia, per tradizione e per vivacità culturale) “su cui non tramontava mai il sole”.
L’opera di Francisco Elías de Tejada costituisce una svolta imprescindibile della storiografia su Napoli.

Francisco Elías de Tejada(Madrid, 1917-1978), professore di Filosofia del diritto presso diverse Università, è stato autore di centinaia di libri e articoli di filosofia e storia del diritto, idee e scienze politiche, rappresentante del tradizionalismo ispanico e del giusnaturalismo europeo. La sua opera sul pensiero politico della Napoli ispanica è stata pubblicata in cinque volumi da Controcorrente, che ha riproposto anche il suo fondamentale saggio La monarchia tradizionale(2001).

Miguel Ayuso Torresè cattedratico di Scienze Politiche presso l’Università Pontificia Comillas di Madrid; tra i numerosi incarichi ricopre quello di Presidente dell’Unione Internazionale dei Giuristi Cattolici e della Fondazione Francisco Elías de Tejada, di direttore scientifico del Consiglio di Studi Ispanici Filippo II e di caporedattore dell’autorevole rivista «Verbo».

Maurizio Di Giovine, di famiglia pugliese, si ispira al pensiero tradizionalista del Carlismo. Ha scritto vari saggi sulla storia della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione. È Cavaliere dell’Ordine della Legittimità Proscritta.

Gianandrea de Antonelliscollabora con l’Università degli Studi del Molise. Studioso del pensiero politico napolitano, ha curato il quarto volume di Napoli Spagnolaed è direttore della collana «Napoli ispanica» del Club di Autori Indipendenti.

Giovanni Turcoè docente di Filosofia del Diritto Pubblico presso l’Università degli Studi di Udine. Filosofo tomista, ha curato, tra le numerose opere, l’introduzione degli scritti filosofico-politici di Francisco Elías de Tejada, Europa, tradizione, libertà(Napoli 2005).

 

«Francisco Elías de Tejada vide molto presto la necessità di superare il nazionalismo ed approfondendo il tema, segnalò con precisione che «i popoli non sono nazioni, ma tradizioni», e che le nazioni sono solo il segmento presente di una continuità che rifulge nelle tradizioni.»

«Dopo aver soggiornato a lungo a Napoli e dopo aver visitato la penisola italiana entrando in contatto con tanti giovani intellettuali che dimostravano interesse per il suo pensiero, lo scrittore spagnolo esercitò un influsso di grande rilievo, offrendo loro un contributo per centrare l’essenza di una tradizione italica. Tutto ciò avvenne mentre studiava gli autori napoletani del XVI e XVII secolo che avrebbero offerto al suo pensiero, di lì a poco, gli argomenti fondamentali per realizzare il monumentale Nápoles hispánico.»

«Il Risorgimento italiano, caso di unificazione nazionale fatto contro e non in nome della religione del popolo, è nato per una pretesa lotta allo “straniero”. La ricerca del “nemico”, per un movimento elitario e forzato quale fu il cosiddetto Risorgimento italiano, è stato dunque un passaggio fondamentale per giustificare i vari tentativi di rovesciamento dei governi legittimi, culminati con l’aggressione militare sabauda nel 1860. Nel contesto risorgimentale italiano, l’antispagnolismo fu quindi un «atteggiamento mentale» sviluppatosi nell’Ottocento romantico in dipendenza della religione civile dello Stato liberal-risorgimentale.»

 

Numero di Pagine: 200
ISBN: 9788898000296