Le Due Sicilie nella Restaurazione

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Le Due Sicilie nella Restaurazione

di Silvio Vitale, Paolo Pastori, Nicola Del Corno, Aldo Servisio, Giuseppe Catenacci

Gli storici hanno definitivamente respinto il vecchio concetto di Restaurazione come puro e semplice ritorno all’antico regime anteriore alla Rivoluzione francese e si sono orientati verso una valutazione più articolata e più complessa del fenomeno, non immune da interne contraddizioni. Infatti, gli stati italiani preunitari ritengono di non poter eliminare del tutto le innovazioni introdotte dai Napoleonidi con l’abolizione della feudalità, la riorganizzazione dell’apparato amministrativo e la politica concordataria con la Chiesa. Inoltre, rinunciano ad ogni seria epurazione e discriminazione verso i ceti politici formatisi nel Decennio, i quali conservano privilegi e ricchezze acquisite.
Si afferma quella che a Napoli venne definita politica dell’amalgama nel tentativo di conciliare i sudditi rimasti fedeli ai prìncipi legittimi con quelli che hanno collaborato con gli invasori francesi.
I sovrani della Restaurazione conseguono rilevanti successi nell’incremento della ricchezza e nel progresso civile, sociale, economico e produttivo. Ma non riescono ad amalgamare coloro che, dopo l’esperienza francese, miravano ad obiettivi ancor più radicali e quanti, invece, avrebbero preferito un deciso contenimento delle spinte rivoluzionarie, viste non a torto come strumenti per l’abbattimento dello stesso regime monarchico.
Guidato dal napoletano principe di Canosa, un ampio fronte controrivoluzionario si consolida in Italia intorno a giornali, riviste e innumerevoli opuscoli polemici. Questo fronte non propugna l’assolutismo, ma elabora una dottrina che, insieme all’autorità dei prìncipi, sostiene una rinnovata società organica che valorizzi i corpi intermedi, cetuali e locali, quali fattori di stabilità e pace.
Con l’avvento dell’unificazione nazionale del 1860 prevalgono le forze settarie e liberali, sostenitrici del centralismo piemontese, che spazzano via ogni identità dei vecchi stati preunitari. Non solo, ma ne arrestano anche il progresso economico. Nel Sud quest’opera devastante si accompagna con una feroce repressione. Fatali premesse all’insorgere della Questione meridionale.

Numero di Pagine: 90