L’ANTRO DELLA SIBILLA E LE SUE SETTE SORELLE

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La Grande Madre ed il femminino sacro; gli eventi cosmici e le feste calendariali; la Costellazione della Vergine sui Monti Sibillini, la montagna cosmica, le porte solstiziali, le Fate, le streghe, il Guerin Meschino e le Sirene; la Sibilla Cumana e la Sibilla Appenninica, le testimonianze orali sul Monte Sibilla…

La terra magica e suggestiva dei Monti Sibillini è un crocevia ove sacralità, natura, arte e storia s’incontrano, concorrendo a formare una complessa, antica ed affascinante identità culturale.
L’Autrice, che proviene da ricerche antropologiche sulle tradizioni popolari locali, illustra e sistematizza le risultanze di una più approfondita ricerca sulle leggende e le tradizioni orali raccolte “sul campo”, secondo il metodo tipico degli antropologi.
Tre sono gli aspetti peculiari di questo libro. Il primo è quello di aver riscoperto, salvaguardato e tramandato un patrimonio di tradizione orale che altrimenti rischiava di andare smarrito.
Il secondo concerne il nesso fra le fonti orali ed il simbolismo dei fregi incisi sui portali e sui muri degli edifici storici, delle chiese, delle case dell’area studiata.
Il terzo riguarda il rapporto fra la leggenda delle “Sette Sorelle” ed il nucleo centrale di un più ampio e numeroso complesso di chiese sparse sui monti Sibillini, la cui topografia, secondo l’Autrice, riflette il modello celeste della Costellazione della Vergine, simbolo astrologico del Femminino inteso quale principio cosmico.
La tradizione orale e l’architettura religiosa, con la sua topografia ed il suo simbolismo, vengono connesse con la grande tradizione letteraria sulla Regina Sibilla ed il Guerin Meschino, di un Antoine de la Sale, di un Andrea da Barberino, di un Cecco d’Ascoli, riportando il tutto agli Archetipi universali e perenni del “mondo della Tradizione”: la Grande Madre – Regina Celeste, Signora della Vita, Acqua di Vita – ed il Padre Celeste (che si manifesta nel dio celtico Poeninus e nel Picus Martius italico), le nozze sacre fra il “Re” e la “Regina”.
La ricerca sui Monti Sibillini viene impostata secondo due coordinate: quella storico-religiosa e quella esoterico-tradizionale, ossia il tempo e l’eternità, la storia e la metastoria, il finito e l’infinito, poiché nell’uomo sono presenti entrambe le dimensioni, come nella croce equilatera di antichissima origine.
Risalta la Sibilla quale sacra parola vivente del dio, figura estatica, misteriosa, ispirata e dalle origini sciamaniche, che connette simbolicamente e realmente la sacralità di queste terre a quella dei Campi Flegrei.
I “fiori della vita” incisi nei fregi simbolici, i fasci di spighe, le ruote solari, le linee di forza che dal Monte si irradiano verso due stelle, sono la migliore sintesi figurativa della sensibilità che vibra in tutte le pagine, animate dal richiamo interiore dell’Autrice verso il Genius Loci di questa antica e magica terra.

GIULIANA POLI, giornalista, studiosa e ricercatrice di antropologia culturale, religioni comparate e di tradizioni popolari. Figlia dei Monti Sibillini, Ascoli Piceno è la sua terra d’origine e il suo primo osservatorio.

“E così è anche nel volgere del giorno:
il Sole è superiore alle tenebre della Notte,
ma è dal mistero di queste che
Egli si leva radioso ogni mattino”.

Prefazione di Stefano Arcella.

Pagine 208 + 40 di illustrazioni a colori.

ISBN 978-88-89015-70-4